Il paradosso dell’ignoranza

“Io so di non sapere” diceva Socrate, uno dei più grandi filosofi greci, per sottolineare che essere consapevoli della propria ignoranza rappresenta un stimolo continuo ad imparare ed un incoraggiamento individuale ad accrescere sempre più le proprie conoscenze. 

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La saggezza è quindi l’essere coscienti di non poter giungere ad una conoscenza definitiva e che non si finisce mai di apprendere dal mondo infinito del sapere.

I ricercatori Dunning e Kruger hanno studiato un fenomeno paradossale secondo cui, spesso, le persone ignoranti non sanno di essere incompetenti, invece quelli più esperti dubitano delle proprie capacità.

Coloro che sono impreparati tenderebbero a sovrastimare le proprie potenzialità, a differenza di chi ha un bagaglio culturale più ampio. Questo avviene in quanto non ci si riesce a valutare in modo oggettivo, né ci si accorge della preparazione superiore degli altri.

I due studiosi hanno inoltre rilevato che soggetti con un quoziente intellettivo più basso si ritengono in media più intelligenti di quanto realmente siano.

Questo effetto, chiamato effetto Dunning-Kruger, sembra essere causato dalla mancata capacità di imparare dai propri errori.

L’ignoranza: una distorsione cognitiva

Questi giudizi su se stessi sono correlati ad una abilità che possediamo, detta metacognizione. Essa altro non è che la facoltà di attuare una autoriflessione dei propri processi cognitivi.

Le persone meno competenti risultano avere un deficit nella capacità di auto-valutazione, con la conseguente sovrastima di sé. L’ignorante ha una rappresentazione di sé molto distante dalla realtà. Al contrario, le persone in possesso di determinate qualità tendono a sottostimarsipoiché le ritengono siano un patrimonio universale.

Nessuno è immune dall’effetto Dunning-Kruger. Può succedere che, in un modo o nell’altro, tutti – eruditi e non –  in diversi momenti della nostra vita, possiamo incontrare delle difficoltà a stimare obiettivamente le proprie competenze.

La spiegazione è che la nostra mente accetta solo le informazioni congruenti a quello che riteniamo sia vero e all’immagine positiva che abbiamo di noi, rifiutando quelle discrepanti. Inoltre, risulta più semplice individuare gli sbagli altrui piuttosto che ammettere i propri, in quanto si ha la percezione di essere migliori degli altri.

Le disfunzioni cognitive sono degli schemi mentali che portano ad interpretare la realtà in modo distorto. Solo mettendo da parte l’orgoglio e cogliendo ogni piccola occasione per migliorarsi, possiamo superare il limite dell’ignoranza.

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Dott.ssa Carminia Lavorgna

Riferimenti

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